Sassi nello stagno
da un racconto di Stefano Benni

Guarda il trailer

 

Per il secondo anno consecutivo mi sono trovato a gestire il laboratorio “CreativaMente Insieme”, con i ragazzi del “Marie Curie”. In realtà è questo il quarto anno che collaboro con loro e con la professoressa Calisti, che crede fortemente in questo progetto, che nel 2005 e nel 2006, comprendeva anche gli altri due istituti professionali di Levico Terme.
La principale novità di quest’anno è stata rappresentata dalla partecipazione degli stessi insegnanti.
Per chi ha vissuto il percorso da “dentro”, è stata l’occasione per vivere una modalità diversa, rispetto al tradizionale rapporto professore-alunno, e l’occasione di vedere anche gli adulti mettersi in gioco e scavare alla ricerca della loro parte creativa.

“Sassi nello stagno” è tratto da “Priscilla Mappe e il delitto della II C” un racconto di Stefano Benni che fa il verso alla letteratura tradizionale di Agata Christie.
In una “esclusiva” scuola, troviamo gli stereotipi di diversi alunni, a volte simpatici, altre volte odiosi, teneri, superbi, impacciati. Il giorno che il “bullo” locale, viene ucciso grazie ad un piano iingegnoso e malvagio, toccherà proprio a Priscilla, appassionata lettrice di gialli e racconti del mistero, aiutare uno sprovveduto commissario a tirare le fila del caso.

Apparso ad un primo esame una semplice favoletta nera, priva di tematiche sociali, e senza grandi difficoltà a livello attoriale, il soggetto ha poi permesso di scoprire, a chi ha vissuto il lavoro da dentro, come anche le cose apparentemente semplici richiedano molti più sforzi di quanto si possa credere.
Sotto questo aspetto quindi, anche quest’anno “CreativaMente Insieme” ha rappresentato per i partecipanti un percorso formativo, che è andato al di là del prodotto-film che vedrete stasera.
Ha insegnato come sia utile leggere tra le righe per scovare i contenuti “nascosti” in un libro, un testo o un copione; ha insegnato come solo con la costanza e l’impegno si possano almeno provare a raggiungere i risultati che ci si è prefissati; ha insegnato infine come il lavoro di squadra possa risultare spesso più efficace del lavoro del singolo e come l’individualismo non sempre premi.

Il ringraziamento per la realizazione di “Sassi nello stagno” va in primis a chi ha creduto e sostenuto il progetto; poi va a chi ha lavorato con tenacia e convinzione sulla propria parte attoriale (per piccola o grande che fosse), e a chi ha cercato invece di carpire con curiosità gli aspetti tecnici e i segreti che stanno dietro la realizzazione di un film (l’analisi della sceneggiatura, l’assegnazione delle parti, le prove, le riprese video, le riprese audio).
Infine va anche a quei ragazzi che sono stati coinvolti occasionalmente una sola giornata, catapultati nel progetto, come spesso accade alle vere comparse di un film.

Nei miei laboratori cerco sempre di creare una situazione in “miniatura” di ciò che accade su un vero set cinematografico. E a volte ai ragazzi si chiede un coinvolgimento aggiuntivo, una collaborazione extra, proprio per andare a ricoprire quei ruoli di backstage (dietro le quinte), così sconosciuti e nascosti, ma così importanti ed essenziali per il prodotto finale.