Note di "regia"
Attraverso le immagini mi interessa soprattutto trasmettere
emozioni e sensazioni.
Questo è uno dei presupposti fondamentali con cui
approccio i lavori e i progetti che affronto.
L'altro presupposto di base è che il risultato
finale deve essere un lavoro di gruppo, una collaborazione che permetta ad ognuno
di esprimere la parte migliore e più creativa di sè, attraverso
i mezzi e gli strumenti a propria disposizione.
Oggi la tecnologia è alla portata di tutti e tutti
possono fare cinema, video, spettacolo. Ma proprio per questo credo stia radicalmente
cambiando la figura del "regista"; non più un essere supremo
ed infallibile, ma un individuo che gestisce la disciplina di un gruppo, collezionandone
e filtrando idee e spunti. Il regista diventa un maestro, un coordinatore; l'individualismo
è destinato al fallimento.
Le tre fasi di un lavoro (pre-produzione, produzione e
post-produzione) dovrebbero inoltre seguire alcune regole base che possano arricchire
la creatività di chi si trova a lavorare con budget ridotti o irrisori,
per non farlo sentire un "artista" di serie inferiore.
Queste sono alcune delle regole principali di lavoro che
mi sono dato sull'esperienza di diversi anni:
- Sfruttare al massimo ed al meglio le location
naturali.
- Utilizzare la ripresa diretta del suono per
risparmiare su costosi doppiaggi.
- Scegliere l'utilizzo del colore o del b/n
anche e soprattutto in funzione dell'effetto che si vuole ottenere. Una fotografia
in b/n sebbene necessiti di molta più cura tecnica, risolve molti contrasti
cromatici fastidiosi per l'occhio dello spettatore.
- Bilanciare l'utilizzo di filtri in fase di
shooting, con le colorizzazioni in post-editing.
- Lasciare margine alla fantasia dello spettatore:
non tutto va mostrato e spiegato dettagliatamente.
- Il rapporto tra musica ed
immagine è fondamentale: tutti ne hanno sensazione anche, inconsciamente,
non musicisti e non videomaniaci.
- Didascalismo e ipersimbolismo
sono due estremi che nuociono alla creatività.
- I generi sono un'invenzione
dei critici; lo stereotipo andrebbe usato solo come citazione.
- Dare grande importanza al montaggio può
significare impostare lo shooting nel modo migliore. Come diceva il grande
Kubrick: "Tutto ciò che precede il montaggio
è solo un modo di produrre del materiale da montare".
- Non avere paura di riprese
a mano un po' sporche: "Una macchina da presa su un cavalletto è
senza pietà. Se invece è tenuta a mano, quando io respiro, la
mdp respira con me". Così diceva Herzog e a volte, in determinate
situazioni, lo spettatore ha bisogno di "entrare" nell'inquadratura.
Francesco Ghilardi