Quanti denti ha il pescecane?

 

 

 

 

 

 


Frammenti di un laboratorio multidisciplinare su “L’opera da tre soldi”

Per un laboratorio come il nostro, sempre alla ricerca di nuove scommese, cimentarsi con il teatro brechtiano, rappresentava una tappa quasi “obbligata”. Brecht come promotore del teatro canzone (che non va assolutamente confuso con il musical tradizionale), ma soprattutto Brecht come ideatore del famoso effetto di straniamento che coinvolge sia l’attore che lo spettatore, nel mantenere la distanza critica rispetto al mondo rappresentato in scena.

La scelta del testo è caduta su “L’opera da tre soldi”, forse uno dei testi più rappresentativi dell’autore, e indubbiamente il più conosciuto.
La prima sfida è stata capire quanto il testo scelto potesse essere per i partecipanti al progetto “attuale” o attualizzato; mi son chiesto: è possibile comunicare un Brecht che parla delle cose che pensiamo e che sentiamo oggi?
Per cercare la risposta abbiamo lavorato su gesti, azioni e parole cercando quelli che potevano esserci utili. I partecipanti al progetto, indipendentemente dalla loro esperienza “artistica” di provenienza, sono stati coinvolti in diverse discipline quali la recitazione, il video, la musica, il canto, la danza. Abbiamo visionato diverse versioni teatrali e cinematografiche tratte dall’”Opera da tre soldi”, o da altri testi brechtiani, o ispirati alla musica di Weill. Abbiamo lavorato molto sull’improvvisazione, in una ricerca/sperimentazione che non può considerarsi ad oggi conclusa, ma che rende il progetto sempre in ipotetica evoluzione.

Il titolo fa riferimento a quel pescecane, tanto caro a Brecht e ricorrente in diversi suoi testi, che mostra le sue armi (i denti appunto) e quindi palesa la sua ferocia, al contrario di chi le armi le nasconde per estrarle solo al momento opportuno.

L’allestimento racconta e analizza il testo, mettendone “in scena” molti frammenti, in teatro o in video. Li alterna con osservazioni, divagazioni, interviste-riflessioni, che coinvolgono dall’uomo della strada, fino ad appassionati e/o esperti che si sono resi gentilmente disponibili a dire la loro, e a supportarci in questo viaggio attraverso il mondo brechtiano.
Lo scopo di tali interviste e/o interventi in video, è certamente far da raccordo tra le varie scene, ma anche sostituire le didascalie, i cartelli, o le scene a sipario chiuso di Brecht, portando lo spettatore a sperimentare la “giusta distanza critica”.

Il protagonista, Mackie Messer, non è interpretato sulla scena da un unico attore, ma viene impersonato, di volta in volta da ognuno dei sei personaggi principali della storia: il capo della polizia Brown, la signora Peachum, Gionata Peachum, la loro figlia Polly, Jenny delle Spelonche e la figlia di Brown, Lucy.
Un teatro nel teatro quindi, ad evidenziare da un lato che Mackie è un personaggio che vive di fama riflessa, e dall’altro a sottolineare come non ci sia distinzione tra buoni o cattivi nell’opera brechtiana. C’è un po’ di Mackie Messer in ognuno, e ognuno ha quindi la possibilità di confrontarsi con il proprio lato oscuro, e questo rende abbastanza evidente a tutti il quadro di una società “malata” e corrotta.

Lo spettacolo ha un percorso circolare, partendo dal finale dell’opera, e tornandovi nella scena conclusiva..
Ci si sofferma a riflettere su alcune situazioni particolarmente significative (i metodi della malavita non si discostano da quelli dei gentiluomini e dei potenti), su personaggi divenuti paradigmatici, su canzoni, che anche se estrapolate dal contesto narrativo, e ri-arrangiate, brillano di luce propria.
L’avvicendarsi di momenti e figure concorre a rappresentare un mondo insolito, sotterraneo, sconosciuto, o che si crede di non conoscere, per poi scoprire che è il mondo in cui viviamo, e che ci appartiene.


Il cast

con    
Elena Bizzotto   Jenny delle Spelonche
Matteo Cortelletti   Gionata Peachum
Andrea Franzoi   Jack Brown
Michela Fedrizzi   Celia Peachum
Lucia Poli   Lucy Brown
Gabriella Sinella   Polly Peachum
Mirko Battisti   Mattia della Zecca
Daniel Bassetti   Filch
Angela Giacomoni   Vixen
Davide Ropelato   Smith
     
danzatrici in video    
Angela Giacomoni    
Loirenza Toffolon    
     
comparse in video    
Luca Casagranda    
Alessandro Pedrotti    
Carlo Ropelato    
Victor Bornaz    
Lorenzo Ropelato    
     
realizzazione interviste   Giorgia Endrici e Francesco Ghilardi
assistente alle riprese delle interviste   Ilir Kertusha
si ringraziano in particolare gli intervistati   Leonardo Franchini
    Federica Ricci Garotti
    Cristian Zendri
    Zeno Lorenzo Verlato
    Karin Del Vecchio
     
adattamento testo   Francesco Ghilardi
musiche originali ed arrangiamenti musicali   Manuel Moretti
progetto luci   William Trentini
coreografie   Angela Giacomoni
costumi   Marina Sfregoli con la collaborazione di Sara Campestrini e Griselda Giraudo
realizzazione ed allestimento scenico   Andrea Franzoi e Marina SFregoli
assistenti di scena   Paola e Silvia Zanon
progetto grafico per la locandina   Aurora Weber
coordinamento generale   Carmine Ragozzino
regia e produzione video   Francesco Ghilardi