
Io
non so se i Rolling Stones avessero stretto veramente un patto col diavolo...
se la tragedia di Altamont servì a saldare parte del debito... se con
Altamont svanirono i sogni e le aspirazioni di una generazione che per qualche
tempo sembrò avere il mano il mondo... Però dopo Altamont si riaffondò
nel limbo consumistico e mercificato governato dal Dio-denaro…. E la poesia
scagliata da Pasolini un anno prima contro gli studenti in rivolta, in cui viene
“profetizzata” la vera natura del ’68, rivela oggi, a distanza di quasi 40 anni
tutto il suo aspetto lucido e profetico su quanto “realmente” stava accadendo
nel mondo, su quanto si stava andando verso l’omologazione e una divisione sempre
più netta delle classi sociali.
E non so quanto il Live Aid del 13 luglio 1985, considerato in un recente sondaggio
il più grande e memorabile evento dei primi 50 anni di rock'n'roll, sia
riuscito laddove ancora oggi falliscono l’ONU, il WTO e numerose organizzazioni
di cooperazione internazionale... Però alla fine del Live Aid furono
raccolti quasi 150 mila dollari, al tempo stesso una goccia nel mare della disperazione,
ma anche e soprattutto un’impresa eroica.
Quello che so è che sono tanti i momenti importanti della nostra storia
recente nei quali la musica ha svolto un ruolo chiave, nel bene o nel male.
Volenti o nolenti, la musica è la colonna sonora della nostra vita, e
per chi negli anni’70 era adoloescente, riascoltare oggi i Deep Purple o Lou
Reed, non può non far tornare con la fantasia a come si viveva, a come
eravamo... e non associare la grande energia che sprizzava da quei suoni grezzi
e da quelle chitarre distorte, ad una gran voglia di cambiamento, al non voler
accettare quel limbo consumistico e mercificato di cui parlavo prima.
Fino all’ondata punk che dimostrò come la voglia di fare può essere
più forte dei mezzi tecnici o dei propri limiti.
Poi vennero gli anni 80, con la ricerca di un suono più raffinato, con
la tecnologia che faceva i suoi primi passi (da gigante) verso l’avvento del
digitale. Madonna, i Duran Duran, ... la voglia di una “botta” di colore in
un mondo che tendeva al grigio, all’anonimo, alla plastica... come di plastica
mi sembrano tanti suoni che ascolto oggi, di dischi famosi in quegli anni.
Quasi ci sembrò che la musica in quegli anni esaltasse la frivolezza,
il nonsense... quasi si volesse dimenticare o rinnegare la rabbia esplosa nei
decenni precedenti.
Ma poi nel 1985 arrivò Live Aid appunto, ed ecco che la musica entrò
via satellite nelle case di 60 paesi del mondo, e con essa vi entrarono i temi
di triste attualità. Ancora una volta la musica si rivelò un “mezzo”
per parlare di qualcos’altro.
La musica degli ultimi 10 anni credo raccolga la degna eredità di quanto
fatto fino ad allora. La contaminazione è diventata una risorsa creativa
fondamentale: suoni analogici e digitali, strumenti acustici ed elettronici,
concerti ricchi di performance visive che accompagnano l’esibizione dal vivo.
Anche i temi affrontati sono lo specchio dei tempi: la comunicazione nelle sue
nuove forme, la riscoperta della salvaguardia del nostro pianeta, temi ecologici
rivisitati e “corretti” alla luce di quanto velocemente e freneticamente sta
cambiando il mondo.
Anthony Burgess scriveva qualche anno fa: “Gli esseri umani sono accumuli di
energia, masse di acetone in forma di carne, ed è più facile concentrare
questa energia per distruggere, dato che creare è così difficile,
dal momento che richiede cervello ed immaginazione”.
E se vediamo la musica, al pari di tutte le forme d’arte e di comunicazione
che ho provato ad usare in questo spettacolo, come un modo di convogliare questa
energia, allora mi piace pensare che questo lavoro crei almeno una riflessione
su come l’energia di cui parla Burgess, possa essere addomesticata ed utilizzata
in altre direzioni.
Francesco
Ghilardi
Regia e produzione video: Francesco
Ghilardi
Cantanti: Elisa Amistadi, Mirko Battisti, Denis Cappelletti, Lorenzo Desantis,
Giorgia Endrici, Angela Granatiero, Giovanna Gruber, Marvi Maschio, Walter Rizzoli,
Elisa Rossetti
Attori: Elena Bizzotto, Andrea Franzoi, Lucia Poli
Coreografie: Natasha Belsito, Paola Carlucci, Luna Pauselli, Claudia Petroni,
Marina Sigismundi
Musicisti: Luca Casagranda, Luca Fronza, Riccardo Miori, Alessandro Pedrotti,
Luca Ruffini
Con la partecipazione di: Maddalena Cortese, Alessio Dalla Costa, Luisa Iobstraibizer
Aiuto regia: Marina Sfregoli
Direzione musicale: Riccardo Miori e Alessandro Pedrotti
Scene e Costumi: Stephan Girardi e Marina Sfregoli
Impostazione movimenti cantanti: Angela Giacomoni
Suono: Gianluca Bertoldi
Luci: Paolo Dorigatti
Assistente video: Ilir Kertusha
Coordinamento generale: Carmine Ragozzino e Fausto Bonfanti
Doppio DVD - Ripresa dello spettacolo registrato il 5 novembre 2005 al Teatro Auditorium S.Chiara di Trento.
CONTENUTI SPECIALI
- I video integrali di
VIDEO
KILLED THE RADIO STARS
Clip-citazione del primo
video trasmesso da MTV all'inizio degli anni '80.
Durata: 4'00"
Interpreti: Denis Cappelletti, Lucia Poli, Riccardo Miori, Alessandro Pedrotti,
Luca Casagranda, Maddalena Cortese
Sonorizzazione: Riccardo Miori
Costumi: Marina Sfregoli e Stefan Girardi
Assistente alle riprese: Ilir Kertusha
Montaggio e regia: Francesco Ghilardi
DISSOLVED
GIRL
Coreografia di danza sul brano dei
Massive Attack.
Durata: 5'30"
Voce cantante: Giovanna Gruber
Coreografia: Claudia Petroni, Luna Pauselli
Sonorizzazione: Luca Fronza
Audio registrato live all'Auditorium S.Chiara il 5/11/05
Costumi: Marina Sfregoli e Stefan Girardi
Assistente alle riprese: Ilir Kertusha
Post-editing e regia: Francesco Ghilardi
I
DON'T LIKE MONDAYS
Video realizzato su uno dei più
celebri brani che hanno reso famoso Bob Geldof.
Durata: 4'15"
Interprete: Luisa Iobstraibizer
Voce cantante: Walter Rizzoli
Pianoforte: Luca Ruffini
Audio registrato live all'Auditorium S.Chiara il 5/11/05
Costumi e scenografia: Marina Sfregoli
e Stefan Girardi
Assistente alle riprese: Ilir Kertusha
Montaggio e regia: Francesco Ghilardi
- La versione promo dello spettacolo
COSTO: 12 €
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Gli esseri umani sono accumuli di energia (A.Burgess) |
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