Nubicuculia - Sola andata

 

 

Sabato 6 giugno - ore 20.30

Teatro Sociale di Trento

Perché “Gli uccelli” di Aristofane per la stagione 2008/2009 di ArteAlCentro? Perché un lavoro tratto da un testo del 414 a.c. per un laboratorio multidisciplinare di teatro, video, musica? Intanto perché, proprio la commedia greca è, nella sua natura, quanto di più vicino a ciò che idealmente rappresenta un percorso laboratoriale: fornisce infatti un testo ad un gruppo che, attraverso un percorso comune, trova il tempo e le modalità di masticarlo, assimilarlo e digerirlo al meglio, prima di portarlo sulla scena.
In secondo luogo perché le suddette commedie erano probabilmente, nelle loro rappresentazioni, un mix colorato di suoni, dialoghi, suggestioni, il che rende molto interessante la sfida di modernizzare il tutto, con le tecnologie che abbiamo oggi a disposizione.
E infine per il contenuto, incredibilmente attuale ed attualizzabile: “Gli uccelli”, infatti, affronta il tema dell’essere umano che vuole fuggire dalla propria realtà corrotta e conflittuale. Cerca rifugio in un mondo apparentemente incontaminato, sospeso tra la terra e il cielo, ma finirà per ridurre anche questo nuovo mondo alla stessa sorte, non riuscendo l’uomo a rinunciare alla sua sete di potere.

Il mio adattamento si mantiene piuttosto fedele al testo di Aristofane per quanto riguarda la linearità della storia, con l’aggiunta di un finale che rende la trama quasi circolare.
Protagoniste della storia sono due ragazze dei giorni nostri (Pisandra ed Evelpide), di diversa provenienza ed estrazione sociale, che s’incontrano casualmente su un volo diretto alla fantomatica città di Nubicuculia. Seguendo le indicazioni della compagnia aerea (versione moderna dei gracchi di Aristofane), arrivano nel mondo degli uccelli, lontano da stress, noie e dispiaceri, e sospeso a metà tra la terra e il regno degli Dei.
Qui riescono a farsi accettare dai volatili grazie alla mediazione di un’improbabile Upupa che un tempo era uomo, ma ha poi scelto la libertà degli uccelli.
L’impatto con questa strana città e la scoperta che “al piano di sopra” ci sono gli dei della mitologia classica e non le divinità adorate nel mondo moderno, porta le due giovani a porsi un interrogativo: perché accontentarsi di pace e di riposo, quando si potrebbe dominare il mondo intero?Nasce così nella mente di Pisandra la folle idea di fondare di uno stato autonomo degli uccelli, circondato da un alto muro, e di dichiarare guerra agli dei per far loro riconsegnare agli uccelli lo scettro del potere.
Anche Evelpide, inizialmente non tentata dalla stessa sete di potere, non tarda a farsi prendere la mano.

Gli dei infuriati tentano di far desistere gli uccelli dai loro propositi. Una loro delegazione ascolta, in videoconferenza, la volontà degli uccelli: gli abitanti di Nubicuculia diverranno esecutori diretti della volontà di Zeus, ma il padre degli dei, dovrà anche acconsentire al matrimonio di suo figlio Ares, il dio della guerra, con Pisandra, così da permettere a lei un totale controllo sul nuovo stato.
Ma proprio quando il quadro sembra definito, l’Upupa manifesta nuovamente la sua insofferenza e capisce che vuole tornare ed essere libera, stavolta come un uomo.
Quello che mi interessava particolarmente, era tenere il clima ironico (e spesso grottesco), di un testo originale, denso di citazioni e riferimenti, incomprensibili ad un non addetto al mestiere, attualizzando il più possibile le situazioni ai giorni nostri, senza però perdere il senso ultimo della commedia, e cioè scavare in alcuni aspetti oscuri della natura umana.
L’allestimento fa uso di musica e video, diversi dei quali realizzati appositamente.
Le canzoni scelte sono una decina e pescano in modo trasversale nel repertorio della canzone italiana d’autore degli ultimi 30 anni (da Rino Gaetano a Fossati, da Gaber a Van De Sfroos, dagli Area alla Bandabardò), e sono state tutte rivedute e “corrette” con sonorità ed arrangiamenti contemporanei.

 

Rassegna stampa

Trentino 6/6/09

L'Adige 6/6/09

Trentino 8/6/09

Tempolibero giugno 09


Il cast

con    
Elena Bizzotto   Pisandra
Lucia Poli   Evelpide
Tiziano Pisetta   Tereo
Nicola Pandini   Trottolino
Elisa Rossetti   Corifea, Innamorata
Mara Sartori   Uccello del coro, Venditore di fede, Ispettore
Manuela Vadalà   Uccello del coro, Metone, Decretivendolo
Giulia Colombara   Uccello sacerdote, Cantautore
Davide Ropelato   Uccello del coro, Prometeo
Giulia Porta   Uccello del coro
Gabriella Sinella (in video)   Iride
Andrea Franzoi (in video)   Ercole
Michela Fedrizzi (in video)   Demetra
Luca Casagranda (in video)   Triballo
Andreea Florian (in video)   Uccello messaggero
     
regia, produzione video
ed adattamento del testo
  Francesco Ghilardi
     
arrangiamenti musicali   Luca Fonza, Nicola Pandini, Francesco Ghilardi
progetto luci   William Trentini
costumi ed allestimenti scenici   Marina Sfregoli con la collaborazione di Sara Campestrini e Griselda Giraudo
realizzazione ed allestimento scenico   Andrea Franzoi e Marina Sfregoli
assistenti alla regia   Elena Bizzotto
assistente di scena   Silvia Zanon
progetto grafico per la locandina   Giulia Colombara
foto per la locandina   Michele Boso
arrangiamento e coordinamento percussioni   Nicola Pandini
consulenza percussioni   Luca Casagranda
consulenza attoriale   Michela Fedrizzi ed Andrea Franzoi
coordinamento generale   Carmine Ragozzino