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“Alterazioni
su Kullus” è un’installazione pensata e realizzata per la personale “VideoContaminAzioni”,
allestita a Pergine Valsugana nel marzo 2009.
E’ un omaggio senza alcuna pretesa al grande Harold Pinter (Nobel per la letteratura
nel 2005), realizzato a poche settimane dalla sua scomparsa, ed ispirato ad
una delle sue primissime opere: quel “Kullus”, che scrisse nel 1949 appena diciannovenne,
e che citò successivamente in altri racconti del periodo giovanile.
Mantenendo
gran parte del dialogo, ho scelto di puntare ad una rappresentazione di Kullus,
sospeso tra due identità (maschile e femminile).
Come
nel testo di Pinter, la performance è suddivisa in tre scene.
Nella prima sui tre monitor scorre la stessa scena ripresa da tre punti di vista
diversi, all’inizio in campi medi, che poi nel finale sfociano in tagli d’inquadratura
diversa, “costringendo” così lo spettatore ad iniziare a scegliere cosa
guardare e quindi il proprio punto di vista. La Ragazza introduce Kullus nella
propria stanza, e Kullus porta la propria Compagna e prende possesso degli spazi.
Nella seconda scena, lo spettatore diventa ancor più protagonista: da
ogni monitor arriva la voce di uno dei personaggi (la Ragazza, Kullus e la Compagna
di Kullus), prima su inquadrature in piano americano o figura intera, poi in
primo piano; quindi gli schermi vanno a nero, le voci si sovrappongono, e primi
piani dei protagonisti lampeggiano in flash sporadici sui monitor.
Nella terza scena, al culmine dell’accavallamento delle voci e nel tentativo
da parte dello spettatore di rincorrere i volti che compaiono sui monitor per
poche frazioni di secondo, il dialogo tra i personaggi, ormai quasi totalmente
“nonsense”, si trasforma in suono, noise, rumore generato da circuiti elettronici
attivati in tre modalità che cambiano e stravolgono la “psicologia” dei
tre personaggi; Kullus diventa il personaggio più reale in quanto per
generare il suono usa una parte del proprio corpo fisico (le mani), la sua Compagna
resta invece nel suo limbo di personaggio non autosufficiente, ed infatti usa
dei puntali da tester per attivare suoni, come con una sorta di “protesi”. La
ragazza invece perde del tutto l’attaccamento alla realtà che ce la faceva
sembrare all'inizio il personaggio più concreto e vero, al punto che
è la sua ombra a generare ed alterare i suoni che usa nella “comunicazione”.
L’ennesima apertura di finestre e tende (questa volta non più da parte
di Kullus, ma della sua Compagna), provoca l’entrata del freddo, sotto forma
di una luce azzurra che avvolge la Ragazza, al posto di quel fuoco (simbolico
e proiettato sul muro), su cui verteva parte del dialogo della prima scena.
Il soffitto sembra abbassarsi e la luce soffusa di una lampada coperta da uno
scialle (che sostituisce il cappotto del testo originale), non è più
sufficiente a permetterci di continuare a guardare nel mondo di Kullus e di
chi gli sta intorno.
Con: Elena
Bizzotto, Luca Casagranda, Rossana Giannitelli, Gabriella Sinella
Girato in Digitale
Durata: 8’20”